Quante volte abbiamo sentito questa frase, per giustificare la produzione di latte? La cosa più sconvolgente è che molte delle persone che lo affermano ci credono davvero, solo una piccola parte lo dice sapendo di mentire. Pensano veramente che mungere la mucca sia un gran favore che l'allevatore fa all'animale per farlo stare bene.
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Molti parlano e scrivono dell'Amazzonia incendiata e se non altro per la gran parte dicono la verità, cioè che la prima causa degli incendi - sempre appiccati dall'uomo - è la volontà di creare spazi per il pascolo dei bovini. Non a caso già nel 2003 il Centro per la Ricerca Forestale Internazionale intitolava "Hamburger connection" il suo report sul disboscamento della foresta amazzonica. D'altra parte, se si vuole continuare con gli attuali consumi di carne, non esiste altra soluzione che disboscare (non solo in Amazzonia, ma dappertutto): non c'è più spazio sul pianeta.
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Oltre mezzo milione gli animali morti nei laboratori svizzeri nel 2018
In Svizzera vengono destinati oltre 20 miliardi di franchi per la ricerca. Circa l’1% dell’intero Prodotto Interno Lordo della Svizzera è stato usato per vivisezionare 586.643 animali nel 2018. Tale numero è enormemente elevato in quanto pari a quello di nazioni che hanno 10 volte più laboratori e 10 volte più università.
Rispetto al 2017 c’è stata una diminuzione del 4,6%, ma sono in aumento l’uso di animali geneticamente modificati che, statisticamente subiscono maggiore dolore, maggiori sofferenze, maggiori lesioni, maggiore ansietà. In aumento anche il numero dei primati (+134) e di cani (+1103). In aumento del 13,1% il numero di animali utilizzati per le sperimentazioni didattiche, già abolite da anni in altre nazioni.
Quando si renderà conto la Svizzera che il futuro della ricerca è senza animali?
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Negli scorsi mesi abbiamo partecipato a Parma e a Torino alle manifestazioni di protesta contro gli esperimenti che le università di queste città vogliono effettuare su 6 macachi. Gli esperimenti, collegati al progetto Light up, prevedono interventi chirurgici invasivi sul cervello degli animali con conseguenti danni permanenti alla vista allo scopo di riprodurre e studiare la condizione – tipicamente umana - di blindsight. Alla fine dell’esperimento, della durata di 5 anni, è prevista la soppressione degli animali.
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È indubbio che, da alcuni anni, il mondo del circo con animali sia messo in discussione. Le ragioni sono tante: c'è una mutata consapevolezza etica, sono emersi aspetti critici non conosciuti fino a qualche anno fa, si sono diffusi gli spettacoli senza animali che godono di un grandissimo favore del pubblico, è forte ed incisiva la presenza di organizzazioni animaliste che si battono contro lo sfruttamento degli animali in ogni contesto, circhi compresi. Tutto questo genera consapevolezza, la conoscenza provoca reazioni popolari che, di conseguenza, diventano a volte legislative. In Europa ed in altri continenti si sono ottenuti importanti risultati, in Svizzera facciamo ancora un po' fatica, complice la diffusa opinione che "da noi va tutto bene e le leggi sono già abbastanza severe". Ciò non toglie che qualcosa si stia muovendo anche qui.
Il Nock ha chiuso i battenti dopo 158 anni
Alcuni biologi evolutivi sostengono che esista un fenomeno, una forma di sensibilizzazione della cultura, che si chiama “Zeitgeist morale”, e che esso cambi ed evolva in modo molto veloce. In qualsiasi società esiste un qualche misterioso comune sentire che cambia nel corso dei decenni e che non è pretenzioso definire con il termine tedesco Zeitgeist, «spirito del tempo». Quello che è successo al circo Nock oggi, sarebbe stato impensabile anche solo 20 anni fa, però è successo. Le cose, dunque, cambiano: la gente comincia a preferire altri spettacoli a quelli proposti nei circhi con animali; forse perché percepisce il circo come qualcosa di anacronistico, antiquato, qualcosa che nel terzo millennio difficilmente trova spazio in una società che si dice civile e civilizzata. Il circo, oltre a ciò, fatica a trovare anche lo spazio fisico: sempre meno comuni (e città, e stati) permettono l’accampamento e l’innalzamento del tendone. Le leggi sempre più restrittive per quanto riguarda la detenzione degli animali, sono un grosso problema per le famiglie circensi; questo è dato dallo Zeitgeist morale che cambia.
E gli altri circhi svizzeri con animali?
Nel 2015 la Protezione svizzera degli animali dichiarava che "i circhi Knie e Royal tengono i loro animali selvatici nel rispetto della legge", ma si diceva scontenta delle eccezioni legali che vengono accordate proprio ai circhi, come per esempio alcune deroghe alle ordinanze sulla protezione degli animali. Il Knie (con il suo zoo a Rapperswil) ha ancora una cinquantina di razze animali diverse, che vanno dalla giraffa all'elefante, fino ai cammelli ed al suricato, animali che alle nostre latitudini vivono in habitat e con una quotidianità ben lontani dalle loro esigenze di specie. Va detto che il circo nazionale svizzero, da diversi anni, non ha più in programma numeri con tigri o leoni e, più recentemente (nel 2016), ha tenuto l'ultimo numero con gli elefanti, rompendo con una tradizione familiare che durava da quasi 100 anni. È anche questo un segno dei tempi che cambiano e di un'evoluzione verso spettacoli nei quali ad esibirsi siano clown, giocolieri, trapezisti ed altri acrobati umani.
Basta spettacoli con leoni, tigri o elefanti
Nel marzo 2018 tre organizzazioni animaliste hanno consegnato al Consiglio federale una petizione con questa richiesta che ha raccolto oltre 70mila firme. In effetti, purtroppo, la Svizzera non figura tra i (sempre più numerosi) Paesi europei che hanno introdotto restrizioni o divieti per la detenzione di animali selvatici o di tutti gli animali nei circhi. Da noi esistono infatti dei regolamenti "speciali" che permettono ai circhi di tenere animali selvatici in spazi moto più ristretti di quelli, già criticabili, necessari in uno zoo! Manifestazioni di piazza, interrogazioni parlamentari ed addirittura denunce penali stanno dando però filo da torcere a chi ancora insiste con questi "spettacoli"; ciò nonostante il Consiglio federale continua a voler lasciare ampio margine decisionale alle singole compagnie circensi, astenendosi dal voler vietare per legge l'uso di animali selvatici nei circhi.
Qual è la situazione nel resto del mondo?
Pur essendo ancora lontani da una situazione ideale e da una soluzione esaustiva, i cambiamenti che si osservano fuori dai confini nazionali sono incoraggianti. La Bolivia, nel 2009, ha fatto approvare una legge che ha vietato l'uso di qualunque animale – selvaggio o domestico – nei circhi sostenendo che l’uso degli animali non –umani per questi spettacoli "costituisce un atto di crudeltà". Il primo Paese europeo a vietare completamente l'uso di animali nei circhi sul suo territorio è stata la Grecia, nel febbraio 2012. In nazioni come la Spagna, l’Irlanda, il Regno Unito, l’Argentina, il Cile, il Brasile, il Canada, il Messico e gli Stati Uniti sono stati approvati divieti o restrizioni locali. In particolare negli Stati Uniti, a San Francisco (nel 2015), a Los Angeles e a New York (nel 2017) sono stati vietati gli animali selvatici nei circhi e più in generale in tutti gli spettacoli in cui gli animali hanno un contatto diretto con il pubblico. Più di recente, nel maggio di quest’anno, il governo del Regno Unito ha espressamente indicato la volontà d’introdurre un divieto per l'uso di animali selvatici nei circhi itineranti. Emblematico è il caso della Francia. Nel mese di giugno di quest’anno si è creato un gruppo di lavoro, composto da 15 deputati - provenienti da diversi orientamenti dello scacchiere politico – 11 associazioni, 10 personalità e 2 senatori con il preciso scopo di ottenere una legge per vietare l’uso degli animali selvatici nei circhi; secondo un sondaggio condotto nel 2019, il 67% dei francesi è favorevole a vietare l’utilizzo degli animali selvatici nei circhi. Altri Stati ad avere introdotto o applicato divieti per l’uso degli animali selvatici dei circhi sono l’Austria, la Bosnia-Erzegovina, la Colombia, il Costa Rica, la Croazia, Cipro, El Salvador, l’Estonia, il Guatemala, Israele, l’Italia, il Lussemburgo, la Macedonia, Malta, i Paesi Bassi, il Paraguay, il Perù, la Romania, Singapore, la Slovenia e la Slovacchia.
Il tuo biglietto, le loro catene!
Lo Zeitgeist morale sta facendo il suo corso in tutto il mondo, è ora che i nostri politici se ne rendano conto e prendano finalmente posizione anche su questo tema. La schiavitù non è uno spettacolo e non va in alcun modo tollerata, né tanto meno finanziata. Il prossimo novembre in occasione della tournée del circo Knie in Ticino, come consuetudine, saremo in Piazza Dante a Lugano con uno stand informativo e una colorata manifestazione per sensibilizzare la popolazione su questa tematica: unitevi a noi per dire sì ai circhi, ma senza gli animali!