In ambito scientifico non dovrebbero esistere confini: la ricerca dovrebbe superare le barriere nazionali, così come la lotta per superare la sperimentazione che fa ancora uso del modello animale. Contrastare la vivisezione può essere fatto in molti modi, ma se si lavora per modificare delle leggi o per introdurre delle innovazioni scientifiche è impossibile limitarsi a lavorare in un singolo Paese. Questo perché, nel nostro caso, la Svizzera recepisce tutte le normative internazionali che regolamentano la vivisezione e perché nuovi metodi scientifici che non fanno uso di animali vengono anche creati, sviluppati e diffusi in altre nazioni.
In questi anni ATRA, grazie al vostro aiuto, ha sviluppato e finanziato progetti in varie parti del mondo, fornendo anche consulenza a ricercatori e istituzioni in altri continenti.
Leggi l'articolo a pagina 5

Sono bastate poche settimane perché il referendum contro la nuova Legge sulla caccia riuscisse. Quest’ottimo risultato dimostra che anche la popolazione è contraria alla revisione. Le organizzazioni di tutela della natura chiedono una legge moderna che protegga le specie e promuova la convivenza pacifica tra esseri umani e animali selvatici.
Punti particolarmente critici della nuova LCP:
1. In futuro si potrebbero abbattere animali protetti, ma malvisti e invisi, ancor prima che abbiano arrecato un qualsiasi danno. Basterebbe la loro presenza per poterli decimare. Nel gergo tecnico si parla di «regolazione».
2. Se finora era la Confederazione a dover autorizzare l’abbattimento di animali protetti dalle leggi federali, in futuro sarebbero i Cantoni a decidere su questi abbattimenti. Gli animali selvaggi, tuttavia, non conoscono confini cantonali.
3. Il Consiglio federale potrebbe allungare la lista delle specie protette che possono essere cacciate (attualmente stambecco e lupo). Questo senza una votazione in Parlamento o una consultazione popolare. Il dibattito parlamentare sulla legge sulla caccia ha mostrato quante altre specie animali protette potrebbero essere nel mirino: sono stati menzionati castoro, lince, lontra, airone cinerino e smergo maggiore.
Leggi articolo completo a pagina 3

Molti parlano e scrivono dell'Amazzonia incendiata e se non altro per la gran parte dicono la verità, cioè che la prima causa degli incendi - sempre appiccati dall'uomo - è la volontà di creare spazi per il pascolo dei bovini. Non a caso già nel 2003 il Centro per la Ricerca Forestale Internazionale intitolava "Hamburger connection" il suo report sul disboscamento della foresta amazzonica. D'altra parte, se si vuole continuare con gli attuali consumi di carne, non esiste altra soluzione che disboscare (non solo in Amazzonia, ma dappertutto): non c'è più spazio sul pianeta.
Articolo completo a pagina 8

Quante volte abbiamo sentito questa frase, per giustificare la produzione di latte? La cosa più sconvolgente è che molte delle persone che lo affermano ci credono davvero, solo una piccola parte lo dice sapendo di mentire. Pensano veramente che mungere la mucca sia un gran favore che l'allevatore fa all'animale per farlo stare bene.
Leggi l'articolo a pagina 9

Negli scorsi mesi abbiamo partecipato a Parma e a Torino alle manifestazioni di protesta contro gli esperimenti che le università di queste città vogliono effettuare su 6 macachi. Gli esperimenti, collegati al progetto Light up, prevedono interventi chirurgici invasivi sul cervello degli animali con conseguenti danni permanenti alla vista allo scopo di riprodurre e studiare la condizione – tipicamente umana - di blindsight. Alla fine dell’esperimento, della durata di 5 anni, è prevista la soppressione degli animali.
Leggi l'articolo a pagina 3